Processo di Rigenerazione Urbana

Tra i dati nudi e crudi e le informazioni che da quelli si possono trarre ci sono le persone.
Ognuno con la propria esperienza, ognuno con la propria interpretazione.
Per questo, compito della partecipazione è mettere in evidenza questo rapporto fondamentale, lavorando sulla percezione che gli abitanti hanno di contesti e situazioni.
Ieri, con un gioco di paradossi tra immagini e parole, abbiamo iniziato il viaggio nel cambiamento, che è innanzitutto, cambiamento della domanda.
Come si cambia la domanda di una comunità?
Lo si fa conducendo il singolo cittadino fuori dai conflitti fittizi, verso una presa di coscienza della connessione tra la responsabilità individuale e la creazione di una comunità.
Perché la differenza tra la rigenerazione urbana, che è una sensibilità e un metodo, prima di essere una legge o un bando, e la pianificazione tradizionale sta proprio nella capacità di assumere dentro le procedure i processi socio-economici reali, quelli dettati dalle effettive esigenze e aspirazioni delle comunità.
Dunque, la partecipazione, non deve assecondare la percezione dei fenomeni ma riportarne a galla l’evoluzione, togliere, ripulire la superficie dalle troppe parole e dalle ideologizzazioni, per ripartire dalla profondità della memoria.
Solo così si alleggeriscono le risorse dal carico culturale che per generazioni ne ha nascosto le potenzialità.
Solo così si può ricostruire, tutti insieme, il valore comune, lo spazio per la comunità.

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